Della giornata contro l’Aids (o Le cinque regole della prevenzione)

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Maliziosi e maliziose, è giunto il momento di fare un discorsetto serio. Lo so, questo mese va così.

Questo perché l’1 dicembre è la Giornata mondiale contro l’Aids, un momento di presa di coscienza sulla diffusione del virus HIV e di questa epidemia mondiale che dal 1981 ha fatto più di 25 milioni di vittime. Stiamo parlando di una delle epidemie più distruttive della storia, che sfortunatamente si diffonde per scambio di sangue a trasmissione prevalentemente sessuale.

Non solo: negli ultimi anni si è registrato un incremento dei contagi, anche e soprattutto nei Paesi occidentali. E’ evidente che non bisogna sottovalutare l’HIV e l’Aids e che la prevenzione e il sesso sicuro sono le uniche armi che abbiamo a disposizione per arginare e possibilmente fermare una nuova diffusione del virus.

Parliamo quindi di prevenzione e delle 5 regole fondamentali per tenere il più lontano possibile lo spettro dell’Aids.

1. Preservativo & co.

E’ l’unico contraccettivo che impedisce la trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili. Stiamo parlando del preservativo, il migliore amico del sesso sicuro fin dall’alba dei tempi. Ma subito dopo l’invenzione del profilattico, è stata inventata la prima scusa per non usarlo. Vi svelo un segreto: non c’è scusa che tenga davanti alla possibilità di contrarre malattie e infezioni potenzialmente letali. Anche perché oggi il mercato offre migliaia di varianti e di taglie.

“E’ troppo stretto”: allora impegnati e compra la taglia giusta, ce ne sono un’infinità. Se sei in grado di capire quale taglia di pantaloni comprare, trovare quella del preservativo non è difficile. “Sono allergico al lattice”: nessun problema, esistono e sono sempre di più i condom fatti di materiali alternativi come il poliuretano. “Offusca le sensazioni”: questa scusa andava bene per gli uomini del Medioevo, quando si usava il budello degli animali o la seta. Oggi ci sono una miriade di varianti ultra sottili e performanti, e persino vegane. “Il preservativo è noioso”: lo pensi perché non hai mai provato i preservativi alla frutta, quelli ritardanti, quelli stimolanti, quelli fosforescenti, quelli colorati. O quelli decisamente troppo strani per essere presi sul serio.

 

I preservativi della Luxe sono l'anti-noia sotto le coperte
I preservativi della Luxe sono l’anti-noia sotto le coperte

 

Insomma, non c’è scusa che tenga. Chi non usa il preservativo durante il sesso occasionale è un irresponsabile. Punto. Ma non esiste solo il preservativo: anche se meno diffuso, abbiamo anche il condom femminile (che può essere posizionato nella vagiaina fino a 8 ore prima del rapporto: figo no?). Che dire poi del migliore amico dei rapporti orali e del rimming? Stiamo parlando del dental dam, che in pratica è una sorta di fazzolettino in lattice utilizzato come barriera tra la bocca e l’ano o la vagina. Serve a prevenire infezioni orali, vaginali o anali e lo usa anche il vostro dentista (ta-daaan). Un dental dam fatto in casa si può ricavare da un preservativo tagliato per la lunghezza e senza la punta oppure da un guanto da cucina, a cui avrete tagliato tutte le dita tranne il pollice (lì ci va la lingua, ovviamente).

Un appunto per i pene-muniti: guai, ripeto GUAI A VOI se provate a fare stealthing. Si tratta della pratica (purtroppo molto diffusa) di sfilarsi il preservativo a tradimento durante un rapporto o una penetrazione, senza informare o avere il consenso del o della partner. Voglio essere chiara: chi lo fa è un vigliacco, un fallito, uno STRONZO e ora che lo stealthing è diventato un reato punibile penalmente, anche un criminale. Io in questi casi tornerei alla legge del taglione: tu prova a sfilarti quel preservativo e dopo la mia “cura” non avrai più nulla su cui infilarlo.

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2. Un lubrificante come amico

Lubrificare significa ridurre l’attrito. Meno attrito significa meno micro-ferite e abrasioni, soprattutto nel sesso anale, il che a sua volta significa meno possibilità di venire a contatto con il sangue del partner e quindi di essere contagiati. L’uso del lubrificante, insomma, è un prezioso alleato per rendere un rapporto sessuale più piacevole e anche più sicuro. Attenzione però agli ingredienti del lubrificante (ne abbiamo parlato un bel po’ in questo post molto chimico), e soprattutto all’accoppiata fatale condom in lattice+lubrificante a base d’olio. L’olio (che è contenuto anche nei rossetti e nei lip-gloss!) degrada e distrugge il lattice, quindi attenzione!

3. Non solo Aids

Le disgrazie non arrivano mai sole. Purtroppo il panorama della malattie sessualmente trasmissibili (STI in inglese) è piuttosto ampio: si contano almeno 30 patologie, non tutte incluse nei test periodici. Gli screening per queste patologie di solito includono alcuni virus (HIV, Epatite A, Epatite B, Epatite C, Papilloma Virus), batteri (Sifilide, Clamidia, Gonorrea), funghi (candidosi ) e protozoi (tricomoniasi). Il test per l’HIV è gratuito e prevede un prelievo di sangue, da ripetere dopo un tempo variabile, di solito 6 mesi, per scongiurare l’infezione.

Gli screening per le malattie sessualmente trasmissibili andrebbero fatti (in un mondo ideale) ogni 3 o 6 mesi o dopo aver avuto rapporti con un partner occasionale. Un appunto alle vulvo-munite: il Pap test, che di solito si fa ogni 2 anni, non include anche un controllo completo su tutte le STI, a meno che non venga esplicitamente richiesto.

4. L’igiene prima di tutto

Non fate i zozzoni (e le zozzone): a nessuno piacciono e dita sporche, le unghie smussale, una bocca puzzolente e con la placca, ma neanche peni dall’aroma stagionato e vulve sudaticce. Sia chiaro, la depilazione non c’entra nulla: una vulva depilata non è più pulita di una con la chioma al vento se l’ultima volta che ha visto un bidet è stato due giorni fa. E la stessa cosa vale per Mr. Uccello piumato: tira giù quel prepuzio lava bene negli anfratti. L’unica cosa puzzolente che possiamo tollerare è il formaggio francese (e a volte manco quello).

Fa strano doverlo ribadire nel 2017, ma vi do una notiziona: la salute passa attraverso la pulizia. Lavarsi resta il modo migliore per evitare funghi, irritazioni o peggio. E per vivere in una società civile senza far svenire la gente nel raggio di un chilometro.

 

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5. Comunicare, sempre e comunque

Quando si tratta della vostra salute, non date per scontato nulla. So che è difficile fermarsi nel bel mezzo di un limone appassionato, mentre vi strappate i vestiti di dosso con Sex Bomb di sottofondo per chiedere “scusa, ma hai fatto i test per le malattie sessualmente trasmissibili?”. Lo so. E anche io ho i miei scheletri nell’armadio, tutti abbiamo scrollato le spalle e pensato “sticazzi, mi andrà bene” almeno una volta nella vita. Ma non va sempre bene e non possiamo permetterci di giocare alla roulette russa con la nostra salute. Per questo è importante parlare con il partner e non accettare uno sbrigativo e poco convinto “sono pulito” come risposta. Approfondite, chiedete, pretendete di avere la certezza che sia tutto a posto. Oppure, molto semplicemente, tornate al punto uno e tirate fuori il preservativo.

 

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