Dei 5 motivi per passare alla coppetta mestruale

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Ben trovati! Passata una buona estate? Eh sì, cari maliziosi: la pacchia è finita. Anche per me, che ho una lista infinita di prodotti da testare e argomenti di cui parlare. Come dico sempre, è uno sporco lavoro… ma sono già pronta a rimboccarmi le maniche.

Ricominciamo la rumba autunnale ritornando su un tema a me caro: la coppetta mestruale. Come avrete già intuito dal precedente articolo sul tema, sono una grande fan della coppetta, magari associata a prodotti lavabili. Per me, e per tante donne, rappresenta una vera e propria rivoluzione, non solo per la comodità che rappresenta e i benefici in termini ecologici ed economici, ma anche e soprattutto perché è uno strumento di scoperta personale e consapevolezza unico nel suo genere.

Ecco quindi i miei 5 buoni motivi per abbandonare assorbenti & co. e passare alla coppetta mestruale

La coppetta è ecologica

assorbenti-scartoGli assorbenti interni ed esterni sono fatti di cellulosa e plastica. Tanta plastica. Ora, consideriamo che un pezzo di plastica impiega in media 500 anni per degradarsi e che una donna, in media, consuma circa 300 assorbenti all’anno (rapido calcolo: 4 assorbenti al giorno, per 6 giorni al mese). Se moltiplichiamo la cosa per 35 anni, ovvero una media del periodo fertile di una donna, raggiungiamo cifre da capogiro: siamo a oltre 10.000 assorbenti per ciascuna nell’arco di una vita. Con percentuali di riciclo ridicole. Diminuire drasticamente queste cifre, significa dare una chance in più al nostro pianeta. La coppetta mestruale è in genere fatta di silicone, non certo un materiale ecocompatibile, certo. Peccato che una coppetta può durare in media fino a 10 anni. Quindi siamo a 10mila assorbenti contro 3-4 coppette usate nell’arco di una vita. Una bella differenza. Ma se i buoni propositi ambientalisti non vi bastano, ecco qualche altra buona ragione per trasformare il proprio ciclo in Eco-mestruazioni.

 

La coppetta è più economica

Torniamo alle cifre di prima: 300 assorbenti all’anno, se calcoliamo una media di 3 euro per un pacco da 10 assorbenti, parliamo di una spesa di circa 90 euro all’anno. Con lì’Iva al 22% perché ovviamente gli assorbenti non sono un bene primario per una persona che sanguina 6 giorni al mese per quasi tutta la sua vita. Lasciamo stare. Circa 90 euro all’anno, dicevamo, sono un bel po’ di soldi. Ed è un calcolo che non tiene conto dei salvaslip che spesso usiamo tra una mestruazione e l’altra. Insomma, una donna in età fertile ogni mese si svena, fisicamente ed economicamente. Le coppette mestruali a prima vista possono sembrare più care: i loro costi variano dai 15 ai 30 euro a pezzo, a seconda della marca, ma sono prodotti riutilizzabili e con un’aspettativa di vita che può arrivare a 10 anni. Rifacendo il calcolo di prima, siamo a oltre 3.000 euro di assorbenti contro 60-70 euro di coppette, sempre nell’arco di una trentina d’anni.  Mi pare chiaro chi vince il secondo round.

La coppetta è sana

Come dicevamo prima, gli assorbenti sono fatti di cellulosa e plastica, più colle e solventi vari per lo sbiancamento della fibra di cellulosa. Un bel cocktail chimico di per sé non (sempre) tossico, ma che alle persone più sensibili può causare problemi: irritazioni, dermatiti da sudore, indebolimento delle mucose con relative infezioni e una maggiore probabilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. La coppetta mestruale da questo punto di vista è un grande aiuto perché elimina il problema del contatto e sfregamento continuo di cellulosa e plastica con le parti più intime e delicate. Il silicone medicale è un materiale sicuro, che non ha bisogno di solventi o collanti e può rimanere all’interno della vagina fino a 8 ore senza problemi, senza contare che può essere sterilizzato semplicemente bollendolo. Per evitare le piccole perdite, soprattutto all’inizio dell’utilizzo, è possibile associarla a qualche salvaslip o assorbente lavabile in cotone.

 

coppette-mestruali

 

La coppetta ci aiuta a riscoprire noi stesse

Ne ho già parlato in questo articolo, ma lo ripeto perché questo punto per me è fondamentale: noi donne abbiamo bisogno di riscoprire il nostro corpo perché non lo conosciamo per niente. Quante di voi hanno mai infilato le dita nella propria vagina, magari durante le mestruazioni? Quante sanno l’altezza della propria cervice e come cambia durante il ciclo? Dalla mia esperienza, sento di poter rispondere: molto poche. Anche io, nonostante non fossi nuova alla masturbazione e ai sex toys, mi sono ritrovata inesperta e ignorante davanti alle evoluzioni della mia vagina durante le mestruazioni. La coppetta, con il suo approccio molto diretto e fisico (niente applicatori: per inserirla bisogna infilare le dita nella vagina, non si scappa) obbliga chi la usa a scoprire un mondo inesplorato e spesso taciuto. Perché nell’immaginario comune le mestruazioni sono sporche, brutte, vergognose, così come diventa improvvisamente sporca, brutta, ‘intoccabile’ anche il nostro organo genitale, per la sola colpa di sanguinare. Riappropriamoci del nostro corpo, senza timore o vergogna, anche e soprattutto in questa fase così delicata ma bellissima.

La coppettà è (spesso) etica

Un altro punto a favore della coppetta mestruale è il suo approccio etico. Molte compagnie, a fronte di ogni acquisto sulle proprie piattaforme, regalano altrettante coppette a ragazze svantaggiate di Paesi in via di sviluppo o donano parte del ricavato ad associazioni per i diritti delle donne. Sono tanti i marchi che si impegnano in prima persona a combattere gli stereotipi e i miti legati alle mestruazioni che in molti Paesi del mondo portano all’emarginazione delle ragazze e delle donne, il loro allontanamento da scuola, da casa e a volte persino dall’igiene di base e da cure adeguate. Tra questi vale la pena ricordare Femmecup, Mooncup, Juju e Ruby Cup.

 

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Che dite, bastano questi 5 buoni motivi per passare alla coppetta mestruale? Non dimenticate di rileggere il mio articolo su come utilizzare e scegliere la coppetta per ulteriori informazioni e istruzioni. Sono in arrivo anche un paio di recensioni ad hoc. Stay tuned e… stay green, almeno durante le mestruazioni. 😉

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